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Una
goccia d’acqua di Sogen
di
Shodo Harada Roshi
Quando
il monaco che sarebbe diventato il Maestro nazionale Fukusho, entrò nel
monastero della discendenza Hogen, Hogen Buneki Zenji (885-958), era già stato
con il Maestro Sozan per molti anni. Siccome pensava di avere già realizzato
l’illuminazione, Fukusho si limitava a vivere nel monastero senza andare al sanzen
(“incontro con il maestro” n.d.t.).
Un
giorno un monaco chiese al maestro Hogen: “Che cos’è una goccia d’acqua
di Sogen ?“ Il monaco stava in realtà chiedendo del grande Dharma, della
verità, dello zen trasmesso dal Sesto patriarca, che cos’è in realtà tutto
ciò? Stava chiedendo dell’essenza dell’insegnamento del Dharma che
proveniva dal tempio Sogen del Sesto Patriarca. “ La goccia d’acqua di Sogen
“ era così il modo per lui di riferirsi a questa Grande Verità.
Quando
domandò: “che cos’è la goccia d’acqua di Sogen“, Hogen rispose
immediatamente: “ QUESTO è la goccia d’acqua di Sogen”. Così rispose,
dicendo:
“Proprio chi chiede è quella goccia d’acqua di Sogen!“. Ma il monaco che
aveva iniziato questo scambio di koan non capì il significato della
risposta che aveva ricevuto e, dopo essersi inchinato, si allontanò.
Quando
Fukusho, che si trovava in piedi dietro il monaco, sentì questo scambio di
parole fu di colpo illuminato profondamente. E sebbene pensasse di avere già conseguito l’illuminazione durante
il soggiorno al monastero di Sosan Roshi, ora sapeva che c’era ancora di più
da realizzare e che non aveva ancora compreso pienamente, ma dal momento che ora
il suo stato mentale era molto più maturo, a quell’unica frase di Hogen fu
pienamente e totalmente realizzato.
L’espressione
“ una goccia d’acqua di Sogen “ si riflerisce al fluire di una goccia -
dell’essenza del dharma- dalla montagna di Saokeisan dove viveva il Sesto
Patriarca.Questo è il punto finale dello Zen dove nè parole nè frasi possono
arrivare. E’ il luogo più vero dello Zen, il polso della verità del sesto
patriarca.
Ad
Okayama c’era un maestro chiamato Gisan Zenrai Zenji che fece un uso
eccellente di queste parole e tramite esse un monaco che studiava con lui fu
profondamente illuminato tanto che in seguito
prese il nome di Tekisui Zenji, ovvero “ una goccia d’acqua “ zenji
(prete zen, n.d.t.). L’episodio
seguente è successo a Sogenji, nell’anno 1837.
Quando
il suo maestro Taigen Shigen Zenji morì, Gisan Zenrai Zenji diventò l’abate
di Sogenji e lì cominciò ad insegnare. A quei tempi si riunivano anche più di
cento monaci per fare zazen e tra essi un certo Giboku Zenji. Un giorno Giboku
venne incaricato di preparare il bagno per il maestro Gisan, aveva
diciannove anni ed era abbastanza grande per credere di avere capito come
fare bene le cose.Giboku si era formato inizialmente in un monastero di Kyoto
dove non era riuscito a trovare un buon maestro ed era venuto ad Okayama dopo
aver sentito che lì , a Sogenji , si trovava un eccellente maestro. A quei
tempi un povero monaco non aveva soldi da spendere, ma Giboku, avendo fatto un
grande voto arrivò ad Okayama camminando con sandali rotti e sempre più
povero. Così fece il sanzen con Gisan Roshi ma non essendo in condizioni di
offrirgli incenso in dono, ne fece uno col manico di una spazzola che qualcuno
gli aveva regalato.
Giboku
quindi si trovava a Sogenji solo da poco tempo quando arrivò il suo turno per
preparare il bagno. L’acqua del bagno era troppo calda così prese dei secchi
d’acqua dal pozzo per rinfrescarla. Appena la temperatura devenne giusta posò
l’ultimo secchio nel quale erano rimaste poche goccie d’acqua inutilizzate e
prima di andare a prendere altra acqua le buttò per terra pensando che non servissero più. Allora Gisan lo
vide e gli disse: “Che cosa fai ? “, “ Ho buttato via l’acqua rimasta
“ disse candidamente Giboku. “ Se tu pratichi con una mente così fatta, non
importa quanto pratichi non ti risveglierai. Se butti via l’acqua rimasta,
come potrà essere utilizzata? Se invece la portassi fuori e la dessi alle
piante allora daresti vita e l’acqua stessa riceverà vita. Se la dai ai
cetrioli nell’orto essi riceveranno aiuto ed anche l’acqua sarà
soddisfatta. “
Il
compito di chi ha ricevuto l’ordinazione monastica è infatti quello di dare
vita ad ogni cosa ma non può esser fatto con una così grande manacanza di
attenzione. In questo modo Giboku fu rimproverato. Avendo diciannove anni
pensava di avere già capito ma dopo il rimprovero realizzò quanto poco aveva
effettivamente capito e che una cosa così semplice come una goccia d’acqua,
un’unica goccia gli aveva fatto capire che doveva ricominciare ad impegnarsi
nella pratica e così facendo divenne un grande maestro Zen.
Naturalmente
oggi l’acqua è, generalmente,disponibile anche se vi sono tempi e luoghi dove
scarseggia. Spesso, per mancanza di cura o di attenzione, usiamo l’acqua anche
quando non ve ne è necessità. Le goccie di pioggia cadono, una dopo l’altra
dal cielo, arrivano sulle foglie degli alberi, sui tronchi, sui muri di pietra e
solo quando si raccolgono assieme nasce un piccolo ruscello. Questi ruscelletti
possono incontrarsi con altri e formare
un fiume. Quando le acque di molti fiumi si riuniscono anche un mare diventa
possibile. L’origine del mare è la goccia di pioggia che cade dal cielo. Una
goccia d’acqua. Ogni goccia ha dunque la sua funzione, una piccola quantità
d’acqua ha la sua funzione così come una grande quantità. essere capaci di
utilizzare il potenziale di ogni quantità, sia essa grande o piccola, questa è
la nostra profonda saggezza. Essere capaci di fare il miglior uso possibile
della quantità d’acqua che abbiamo è la saggezza umana.
Lo Zen
è coltivare quella visione chiara e profonda che permette di conoscere ed agire
in modo appropriato in ogni situazione che accade.
Non si
tratta qui di una saggezza che ha a che fare con insignificanti e piccoli pezzi
di informazioni quanto piuttosto di una saggezza che permette di vedere tutto il
percorso fino all’essenza delle cose. Ci
permette di fare uso di ogni cosa qualunque essa sia e dargli vita. La profondità
stessa della mente è Zen. In questo modo Gisan Zenrai Zenji illuminava
costantemente i suoi discepoli. Tekisui Giboku Zenji usò quella saggezza, gli
diede ulteriore vita e prima della sua morte disse:
“La
goccia d’acqua di Sogen,
per
settantaquattro anni fu usata,
mai
esaurita, attraverso Cielo e Terra“
Così
dicendo morì. Per settantaquattro anni utilizzo’ lo splendido insegnamento
che aveva ricevuto a Sogenji sull’importanza dell’acqua. Lo utilizzo’ a
fondo e gli diede vita ma era impossibile esaurire questo insegnamento. Quando
utilizziamo i soldi, si consumano. Se utilizziamo le cose per lungo tempo, si
sciupano, ma quando un insegnamento viene utilizzato diventa sempre più
brillante. Per tutta la sua vita Tekisui diede a questo insegnamento la
possibilità di estendersi attraverso la terra ed il cielo. Utillizzando
l’acqua come una metafora insegnava cosa è la Natura di Budda. Questa verità,
questo risveglio del vero occhio era ciò che si stava insegnando.
Dalla
discendenza di Gisan Zenrai Zenji venne anche l’abbate capo di Engakuji a
Kamakura: Imakita Kosen. La discendenza dell’insegnamento venne continuata da
Shaku Soen che, al Congresso Mondiale delle religioni
circa
cento anni fa, diede il primo insegnamento buddista in America.
Uno
dei discepoli di Shaku Soen fu Daisetzu Teitaro Suzuki considerato oggi uno dei
massimi traduttori del buddismo in inglese.
Quella
goccia, una goccia dell’insegnamento, quel dharma oggi riceve vita in tutto il mondo. Myoshinji (il monastero
principale della tradizione Rinzai, n.d.t.)è stato fondato a Tokyo da Ekkei
Shuken, allievo di Gisan Zenrai, il monastero di Tenryuji venne invece fondato
da Tekisui Zenji e ad Osaka, a Sakae venne fondato Nanshuji. Tra gli altri
allievi di Gisan Zenrai Zenji vi erano anche Daisetsu Joen e Ogino Dokuen del
monastero di Shokokuji.
Quando
osserviamo attentamente questo ci accorgiamo che questa corrente, che è una
delle principali dello Zen, proviene in gran parte dal
traboccante flusso di saggezza che proviene dalla goccia di Sogenji e che
dal Giappone ha raggiunto tutto il mondo.
L’insegnamento
del Sesto Patriarca, con l’acqua come metafora della Natura di Buddha,
ricevette grande rispetto da Gisan Zenji che lo attualizzò insegnando. Da
allora ad oggi quell’insegnamento ha ricevuto Grande Vita.
translated
by Ekin Ilaria